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La bottiglia del solvente è il punto di partenza per la fase mobile e viene tipicamente utilizzata per contenere una soluzione acquosa o una soluzione organica.
1. Soluzioni acquose
Per le soluzioni acquose, la preoccupazione principale è prevenire la contaminazione. Sebbene l'acqua utilizzata in cromatografia liquida sia generalmente sterilizzata, i batteri sono altamente resistenti; in condizioni adeguate di temperatura e luce, diventano attivi, e l'aggiunta di additivi come i fosfati alla fase mobile ne accelera ulteriormente la crescita. Pertanto, un compito cruciale riguardante i flaconi del solvente è sostituire frequentemente la fase mobile per garantirne la freschezza.
2. Soluzioni in fase organica
Con le soluzioni in fase organica, non c'è bisogno di preoccuparsi della crescita batterica. Tuttavia, le fasi organiche sono soggette a polimerizzazione; in particolare, l'acetonitrile polimerizza molto facilmente in condizioni di luce adeguate, provocando la formazione di precipitati polimerici fioccosi nella bottiglia. Per prevenire la polimerizzazione, utilizzare bottiglie per solventi marroni quando si conserva l'acetonitrile, evitando la luce solare diretta, e gettare via qualsiasi soluzione residua sul fondo della bottiglia quando la si sostituisce.
3. Pulizia e Filtrazione
La testa del filtro nella bottiglia del solvente serve a impedire che impurità particolate entrino nel sistema di flusso dello strumento. È tipicamente realizzata in vetro di quarzo sinterizzato o acciaio inossidabile. Se si ostruisce, causerà uno scarso flusso della fase mobile; pertanto, deve essere pulita. Le teste filtranti in vetro sono solitamente immerse in acido nitrico diluito, mentre quelle in acciaio inossidabile possono essere pulite direttamente a ultrasuoni.
4. Degasaggio della Fase Mobile
Lo scopo della degasazione è rimuovere i gas disciolti dalla fase mobile, garantendo un'erogazione accurata del fluido da parte della pompa cromatografica e migliorando la riproducibilità dei tempi di ritenzione e delle aree dei picchi; stabilizzare la linea di base e aumentare il rapporto segnale-rumore; prevenire l'allargamento dei picchi causato dalle bolle, migliorando così le prestazioni del rivelatore; e ridurre il volume morto e prevenire l'ossidazione del materiale di impaccamento, proteggendo così la colonna cromatografica.
Attualmente, sono comunemente utilizzati i seguenti quattro metodi di degasazione:
(1) Degasaggio dell'elio: questo metodo sfrutta il fatto che l'elio ha una solubilità nei liquidi inferiore rispetto all'aria; lo spurgo continuo con elio dà buoni risultati ma è costoso;
(2) Riscaldamento e riflusso: questo metodo è efficace ma comporta operazioni complesse e presenta un rischio di contaminazione da vapori tossici;
(3) Degasaggio sotto vuoto: questo metodo tende a rimuovere la fase organica;
(4) Degasaggio a ultrasuoni: la fase mobile viene posta in un recipiente a ultrasuoni e agitata con onde ultrasoniche per 10-15 minuti; sebbene questo metodo sia meno efficace, è semplice da eseguire. Nella pratica, il metodo di degasaggio a ultrasuoni rimane ampiamente utilizzato grazie alla sua semplicità. Sebbene questo metodo possa occasionalmente portare a un aumento della solubilità del gas, generalmente soddisfa i requisiti delle normali operazioni analitiche.